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Inferno d'acqua.
Giorno 8-9
BRRRRR che
freddo... ma che succede? C'è umido, mi giro nel
sacco a pelo e sento dei suoni che non
conciliano il sonno, Splash Sciaff... Nel
dormiveglia ancora non comprendo, mi rigiro sul
materassino e lo sento freddo e viscido... no no
qui c'è qualcosa che non va, metto le mani
dentro il sacco a pelo ed è tutto umido,
bagnato, apro gli occhi di sobbalzo e ciò che mi
si prospetta davanti non è proprio un bello
spettacolo, la tenda è allagata....
Io sono
completamente inzuppato, ho dormito con la
sottotuta da moto in pile e questa ha assorbito
parecchia acqua, subito mi butto al salvataggio
del materiale elettronico, computer portatile e
macchina dgt, il primo per fortuna è solamente
umido ma le batterie al litio si sono scaricate,
l'altra emerge da una bella pozza d'acqua, le
borse sono diventate delle enormi spugne ed
hanno assorbito acqua fino al riempirsi, la tuta
da moto è umida il sacco a pelo è uno stagno,
nulla nella tenda si è salvato...
Cerco di capire
che cosa mai sia potuto succedere, la tenda non
ha resistito al forte acquazzone della notte e
la pioggia è trasudata all'interno dalle pareti,
è un vero macello, cerco di strizzare ciò che
posso e di mettere nei sacchi quello che non
posso più usare, non posso cambiarmi perchè
quello che indosso è la cosa più asciutta che
possiedo, butto fuori tutto dalla tenda ripiego
il possibile e carico i sacchi in vespa, fuori la
pioggia cade a dirotto, il tempo è orribile, c'è
buio e grigio ovunque, preparo il mezzo e decido
di mettermi immediatamente in partenza per
cercare di arrivare a destinazione il piu presto
possibile per fare asciugare i vestiti...
Sopra tutti i
vestiti fradici indosso la cerata, sotto
questa una sensazione orribile, una sauna
portatile si crea tra i vestiti e lo strato
impermeabile dell'antipioggia, una sensazione
veramente sgradevole e fastidiosa che non si può
descrivere... L'acqua cade dal cielo copiosa
come se fossero stati aperti tutti i rubinetti
del Paradiso, la visibilità è veramente ridotta
a causa delle gocce sulla visiera, le strade sono
viscide e completamente allagate, muoversi con
con questo tempo è una vera sfida...
Poco mi ci
vuole per capire che non sarà una giornata
semplice e sopratutto che devo andarmene
immediatamente dalle isole Lofoten, qui il clima
cambia radicalmente di ora in ora ma per questa
giornata so gia che la pioggia farà da padrona
assoluta... Continuo il mio tragitto, le medie
non superano i 70Km/h i guanti sono ormai
fradici e dal casco trafila un rigoletto d'acqua
che mi finisce direttamente nel collo, la cerata
ormai non tiene piu la pioggia è tropo fortee le
isole sono ricoperte dalle nubi, le splendide
lingue di roccia che emergono dal mare imponenti
come giganti sono ormai coperte dalle minacciose
nubi che non lasciano travedere il paesaggio, dei
caratteristici villaggi di pescatori si vedono solamente le
case coi tetti coperti, nella mia mente c'è solo
voglia di arrivare alla fine delle isole nella
città di "A" per prendere il traghetto che mi
porterà a BODO'... Le isole Vesteralen e Lofoten
sono lunghe complessivamente circa 375Km e a
metà di esse bisogna prendere un traghetto per
continuare poi il viaggio su terra, mi perdo un
paio di volte a causa della scarsa visibilità ma
con molte difficoltà riesco ad arrivare
finalmente ad A verso le 17.20 di sera, sono
distrutto e bagnato, mi fiondo al botteghino dei
biglietti per il traghetto e scopro che ho
perso la nave per 20 minuti e la prossima è alle 21.00;
poco ho da disperarmi se sono riuscito ad
arrivare ad A è gia tanto, la pioggia cade
sempre incessante io mi riparo in un bar e qui
finalmente mangio qualcosa, era dal giorno prima
che non toccavo cibo, la mia unica
preoccupazione era fuggire dalla pioggia... qui
a stomaco pieno prendo una discutibile
decisione... rientrare in Norvegia sulla terra
ferma, attraversare i monti ed i passi
scandinavi per entrare in Svezia e guidare fino
a trovare il sereno...
Gli
amici di Milano (Luka e UnionJack) vengono a
sapere delle mie disavventure e mi chiamano per
confortarmi io dico loro del mio piano serale e
non li vedo molto d'accordo, purtroppo è l'unica
soluzione possibile, sono in una condizione
pietosa e non so quanto posso resistere ancora
in queste condizioni, aspetto preoccupato il
traghetto, intanto la DGT si riprende e
finalmente riesco a scattare qualche fotografia
del paesaggio allagato, il traghetto tanto
atteso attracca nel
porto' come un profugo mi precipito immediatamente
a prendere armi e bagagli e trasporto il mezzo
nella stiva, finalmente un attimo di
tranquillità, l'arrivo a BODO' è previsto per le
0.20 qui ho 3,20 per chiudere gli occhi, saranno
gli unici momenti di sonno fino a chissà quanto
tempo...
Un rumore sordo
mi sveglia, siamo attraccati speravo di
svegliarmi e di trovare bel tempo ed invece
piove, piove a dirotto senza sosta, scendo in
stiva una pedalata ed il mezzo si accende
ingrano la prima e mi butto sotto l'acqua, da
qui l'obbiettivo Svezia, della Norvegia non ne
posso più, sulla Svezia le previsioni danno bel
tempo, questo ormai è il mio chiodo fisso.
percorro un centinaio di km fino alla città di
FAUSKE, qui la stanchezza prende il sopravvento,
sono quasi le 2.00 e cerco disperatamente un
posto dove dormire ma non trovo nulla di aperto,
faccio fatica a tenere la mente lucida la
pioggia è sempre piu insistente ed ora ci si
mette pure il vento e la nebbia a crearmi
problemi, la vespa è molto instabile ed è in
balia delle raffiche che spirano impetuose dal
mare, disperato decido di rinunciare all'impresa
e di fermarmi lungo il ciglio della strada, mi
faccio luce coi fari di profondità della vespa e
tiro fuori dal mezzo la tenda completamente
fradicia, cerco di montarla ma il vento e la
pioggia sono troppo forti, getto tutto a terra e
urlo per la disperazione, non so piu che
cosa fare e che cosa pensare sono veramente a
pezzi sia fisicamente che moralmente...
Guardo i fari
accesi della Turbo, li guardo intensamente, la
vespa sembra volermi sgridare perchè avevo perso
la calma, di avventure ne abbiamo vissute
parecchie
insieme e questa situazione è una delle tante, mi faccio coraggio prendo ciò
che rimane della tenda ormai ridotta ad una
spugna informe e carico tutto sulla mia compagna
di viaggio, una pedalata ed il motore Pinasco
nonostante sia grondante di fango e acqua si
accende senza problemi, BRUMMMM,
BRUUUUUUUUUUMMMM la voce squillante del
mio rottame mi da una svegliata, ora sono carico ho
focalizzato di nuovo il mio obiettivo, l'acqua
ed il freddo non mi sconfiggeranno...
Parto come un
dannato nonostante le intemperie decido di
aumentare il ritmo e la strada allagata diventa
una sorta di pista, mi oriento nell'oscurità e
nella nebbia seguendo le luci dei camion che
percorrono la mia stessa strada, i proiettori
supplementari della turbo sono entrambi accesi
ma l'acqua sull'asfalto riflette la forte luce,
passano le ore ed i km e finalmente mi trovo
alle pendici dei monti, qui un cartello indica
ultimo rifornimento per 145Km, io ho la tanica
facendo i conti ce la faccio tranquillamente,
giro a sinistra per la salita il confine è
solamente a 102km di distanza il cielo mi da un
attimo di tregua e smette di piovere
ma aumenta in maniera esponenziale il freddo, lo
spettacolo che mi si pone davanti è immenso, le
montagne non sono altissime ma ricordano per
imponenza e massicci le mie ormai conosciutissime Dolomiti, la strada
serpeggia nei fittissimi boschi scandinavi e
animali di ogni genere mi attraversano la strada,
dopo quasi mezzora finalmente arrivo in cima al
primo passo (1550m) e qui il paesaggio è quasi
lunare, sulle cime appare biancheggiante la neve
il mio termometro segna 1°C, fa freddo ed i miei
guanti sono ormai più bagnati che mai, le mie
mani faticano ad impugnare le manopole ed a
cambiare marcia, le punte delle dita cominciano
a farmi seriamente male... Applaudo per
riattivare la circolazione ma poco serve tanto più
che si rimette a piovere, anzi... NEVICARE!!!!
il nevischio è debole ma da veramente fastidio,
proseguo per il secondo passo e la strada
scompare all'interno di nuvoloni carichi di pioggia gelata,
brrrrrrrrrrrr che sensazione orrenda, io sono
sotto la tuta sono ancora bagnato ma ormai c'ho
fatto l'abitudine... Credo che se non mi cresce
il muschio addosso ora non mi crescerà mai
più...
Finalmente la
strada comincia a scendere e se mentre per salire
prendeva dislivelli del 13-14% la discesa è
dolcissima, intorno al 6% tendente al
rettilineo, oltrepasso il confine con la Svezia
ma questo non mi salva ancora, la pioggia cade
insistente ma quantomeno non è più nevischio,
all'orizzonte verso la parte più interna svedese
il cielo è chiaro, ora non mi posso più fermare
ne per fotografie ne per altri motivi, è ora di
spingere il mezzo al massimo, la discesa fa
prendere al motore ulteriori giri, supero
tranquillo i 120Km/h il Pinasco tira come un
dannato e non si fa sottomettere dall'aria umida
e rarefatta... Nonostante il male alle mani la
mia mente è focalizzata solo alla fine del
viaggio... Tiro, Tiro come fosssi inseguito da
un orda barbarica, la strada
è vuota non c'è nessuno solo io ed il mio mezzo,
"la strada è nostra!!!" mi ripeto in continuazione ed
il mezzo sembra essersene accorto già da
tempo...
Laghi boschi e
villaggi passano velocemnte e verso le 5.40 del
mattino arrivo ad ARJEPLOG, una località di
poche anime in riva ad uno splendido lago, qui
mi fermo ad un distributore self service, spero
sia aperto per prendermi qualcosa di caldo ma per
mia sfortuna apre alle 8.00 :-( tolgo i guanti
dalle mani sono spaventato, ho le dita color
violaceo scuro, mi fanno male e con fiddicoltà
le muovo cerco di scaldarle battendole sulla
sella del mezzo, ho le lacrime agli occhi dal
dolore ma piano piano riprendono un po di colore,
parcheggio la vespa sotto un albero e comincio a
girare il deserto paese, a pochi metri dal
distributore c'è un Hotel-Ostello, sono salvo
riprendo il rottame e mi dirigo all'ingresso,
CAVOLO!!!! apre fra 2 ore.... all'ingresso c'è
una sedia ed un tavolo,mi siedo impaziente ad
aspettare, dopo circa un ora arriva la custode,
quella mattina è in anticipo perchè ha delle
faccende da sbrigare prima dell'apertura del
locale, io ne approfitto per prendere una
stanza, pago in anticipo la signora perchè poi
non avrei voluto essere disturbato, porto tutti
i bagagli in camera e stendo tutto in bagno, con
le cinghie del portapacchi mi creo degli
stendini tra la doccia e lo specchio del bagno e
qui appoggio gran parte dei vestiti, il sacco
a pelo lo stendo sulla griglia scaldabagno e la
biancheria sotto di esso, mi butto in mutande
(l'unica cosa che ho trovato ancora asciutta)
sotto le lenzuola ed il piumone col calorifero
acceso A MANETTA qui mi sono addormentato (direi
ho perso conoscienza) e mi sono riposato ad
oltranza fino a sera, Ho raggiunto il mio
obiettivo, ho sconfitto la pioggia ed il mal
tempo, ora le mie giornate sarebbero state
solamente di sole?!?!?!? |