Elefantentreffen_2011_5   Elefantentreffen_2011_56   Elefantentreffen_2011_76

 

Cari Amici di Viagginvespa, finalmente trovo il tempo per inserire qualche riga sulla nostra prima impresa del 2011, l'Elefantentreffen. Una pattuglia di Vespaonline Milano si è spinta all'interno della foresta nera bavarese per raggiungere uno dei raduni più famosi, longevi e freddi d'Europa.

Per farlo, abbiamo percorso circa 700 km attraversando le Alpi Svizzere e incontrando temperature polari, oltre i -20°.

Partiamo con 5 PX, tutti con un motore diverso: dal 125 originale al 230 Pinasco. La mia vespa era equipaggiata con un cilindro Pinasco 177 in ghisa montato su un motore Piaggio 150 originale plug & play, carburatore 20/20, rapportatura 22/68 e volano Pinasco (www.pinasco.com).

Per proteggerci dal freddo, Termoscud e copri manopole Tucano Urbano (www.tucanourbano.it) e abbigliamento tecnico tipo Pantaloni Riga, Giacca Falck e Guanti Elefant del gruppo Onbrain, disegnati per resistere alle temperature più rigide. Per le comunicazioni, interfono iRide, sempre Onbrain (www.onbrain.it).

Sul fronte calzature, io ho usato stivaletti Tucano Urbano con all'interno calze riscaldate tramite una resistenza a 12V autocostruite, ma non mancavano scarponi tecnici da montagna e anche i tanto amati (e inguardabili) Moon Boot.

Viaggio di andata in 2 tappe: Milano-Haselbach il primo giorno, e arrivo a Solla quello seguente.

La prima sera ci fermiamo in una gasthaus a Haselbach, un ridente paesino nella campagna bavarese a 118km da Solla, e qui ci dedichiamo ai prodotti tipici della zona: zuppe, prezle e soprattutto un'ottima birra weiss (ok, sulla birra il giudizio arriva dagli amici, grandi consumatori di bevande alcoliche, quindi affidabili).

 

 

La mattina seguente sveglia di buon'ora, bagagli sulle vespe e di corsa a fare spesa al supermarket del paese... 5 astronauti italiani con i caschi nei carrelli tra lattine di birra e di gulash, e 5 vespe stracariche parcheggiate all'ingresso. Che hanno tutti da guardare, poi? O siamo bellissimi, o facciamo paura. Ok, la seconda,

Vivande e beveraggi sui mezzi e di nuovo in strada, dritti fino al raduno.

2 giorni di campeggio sul crinale imbiancato di una conca in mezzo alla foresta nella vallata di Solla, temperature sopra allo 0 solo a mezzogiorno, il paesaggio innevato a fare da sfondo al fuoco delle grigliate e all’allegria di questo avvenimento unico, dove persone diverse e sconosciute, provenienti da tutta Europa, si riuniscono per 2 giorni in un festa anomala e quasi tribale, priva di qualunque comfort e proprio per questo fuori dal tempo, dove birra, moto, divise vichinghe e fuochi d’artificio creano il clima che solo chi è stato all'Elefantentreffen conosce.

 

 

Tanti incontri, tante nuove conoscenze: il nostro amico Testacalda (appena rientrato dal Marocco, quando si dice escursione termica...), il mitico Tino Sacchi, che si è unito a noi per una lunga chiacchierata davanti al fuoco, gli altri vespisti presenti al raduno, con cui abbiamo condiviso un amaro, una fetta di salame, una risata tra le tende.

Di giorno, tra una birra e l'altra, su e giù per il sentiero ghiacciato a trasportare le fascine di legna verso l'accampamento, per scaldarci, grigliare, cuocere il cibo (tanto).

Ma è al tramonto che si svela tutto il fascino dell'Elefantentreffen: forse è l'atmosfera magica dei falò che illuminano la vallata, forse la suggestione di 5 amici che parlano e si ascoltano intorno al fuoco, o forse è il Braulio Riserva Speciale che getta una luce diversa su tutto, ma forse è solo perchè qui, al buio, tra la neve e il nulla, in fondo stiamo bene.

Domenica mattina si smonta il campo, è tempo di invertire la marcia. Il clima rigido della Germania ci saluta regalandoci il giorno più freddo di tutti, con temperature oltre il confine sempre al di sotto dei - 10°. Fa freddo.

All’altezza di Salisburgo il gruppo si divide: Seme, Doma, e Vanina si dirigono a Innsbruck per trascorrere un'ultima serata in terra austriaca, Io e Hernandez, per contingenze lavorative, rientriamo in Italia attraversando in autostrada tutte le alpi e passando dal valico di Tarvisio.

Hernandez mi accompagna a Padova e prosegue da solo verso Milano, percorrendo 800km in una sola giornata, d'inverno e con un clima polare. Niente male, come primo viaggio in vespa!

Esperienza veramente dura, ma senza inconvenienti (a parte il Doma che ha tritato il parastrappi dopo Innsbruck, e si è fatto 350km in montagna rischiando la vita ad ogni cambio di marcia... quando riusciva a cambiare! A proposito, anche per lui: niente male, come primo viaggio in vespa).

La voglia di divertirsi e lo spirito di gruppo, come sempre, fanno il resto: la stagione raid 2011 è ufficialmente aperta.

Ecco qui sotto i soliti, dati:

Temperatura minima raggiunta: -22°C sul Passo del Maloja alle 8.10 del mattino

Temperatura media durante l’andata: -4°C

Temperatura media durante il ritorno: -7°C

Km Totali percorsi: 1500

Velocità Media andata: 62km/h

Velocità media ritorno: 78km/h

Birre bevute durante il viaggio: a fondo scala

 

GALLERIA FOTOGRAFICA

 

Ultimo aggiornamento (Martedì 28 Giugno 2011 21:08)